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Gli attori principali di questa avventura sono Guido ed Alessandro, e prevede 10 giorni sull'isola di Big Island, utilizzando come base la
cittadina di Hilo (sede anche dei mondiali sprint) e 10 giorni sull'isola di
O'hau, dove però Uka non sarà presente in quanto raggiungerà il padre a
Seattle.
La trasferta è iniziata il 6 agosto in serata con il "solito" volo Cagliari
- Roma, dopo aver dormito sui materassini forniti da Alex l'indomani alle
sette del mattino abbiamo intrapreso l'avventura sul volo di linea Roma -
Zurigo - Los Angeles della Swiss. Una volta nella metropoli statunitense, e
smaltite le lunghe formalità doganali, ci siamo cercati un angolino
tranquillo dove
gonfiare i nostri materassini e passare la notte in attesa del volo American
Airline per Honolulu per poi proseguire per Hilo con un volo Hawaiian
Airline.
L'arrivo a Big Island, nella cittadina di Hilo (l'isola più grande delle Hawai'i - poco più di metà
sardegna) è stato come una liberazione soprattutto per Alex che essendo al
suo battesimo con un volo intercontinentale non capiva più che giorno e che
ora fosse, per non parlare dei vari profumi che allietavano tutti coloro
avessero la disaventura di avvicinarsi. Ritirata l'auto noleggiata e
telefonato alla nostra amica Booggie per farci accompagnare
all'appartamentino che gentilmente ci ha prestato, finalmente dopo una lunga
doccia, riusciamo a vedere un vero letto!!
L'indomani io ed Uka usciamo per visitare la piccola cittadina, vedere dove
è situato il campo gara per il mondiale sprint e soprattutto per riempire il
frigorifero. Ed Alex? Il povero Alex colpito dal mal di gola e dal jet lag è
rimasto a let to, dove difficile da credere, ha dormito per 30 ore di fila.
Il campo gara era ancora un cantiere e gli atleti ancora pochi, quindi
l'indomani si decide di andare a fare una escursione al parco dei vulcani,
escursione che ci riempie la giornata, in quanto i vulcani sono tanti e con tantissimi crateri, visitiamo grotte scavate dalla lava, vediamo le varie
colate (l'ultima di appena un paio di giorni!!!), vediamo fumate calde di
gas, saliamo fino a tremila metri di quota per poi scendere fino al mare per
vedere le colate di lava che si immergono. Attraversiamo paesaggi lunari per
chilometri e chilometri, insomma il buongiorno delle Hawai'i è meraviglioso.
Il giorno dopo ci si incontra con il responsabile della squadra italiana che
ci consegna l'attrezzatura e ci da appuntamento al giorno seguente per un
allenamento, intanto proviamo le canoe da gara che sono semplicemente dei
gioielli, in particolar modo la singola, e verifichiamo il campo gara, lo
stand Italia è affianco al Brasile e vicinissimo a Samoa e alla cara Rapa
Nui.
Iniziamo ad incontrare i primi amici, ed in particolare Lara, timoniere
esperta di uno dei team della mitica New Zealand, la avevamo lasciata a
Venezia in occasione della Vogalonga dello scorso anno. Inoltre chiaramente tutti gli amici
del team Rapa Nui, dal coach Rafa ad Ellen, a Miguel e tutti le
ragazze del team. Ci sono poi tutti gli amici conosciuti a Bora Bora, dai simpaticissimi francesi, ai Tahitiani capitanati da
Maui, agli americani della costa Pacifica.
Si stringono nuove amicizie, ed in particolar modo con i ragazzi delle
Samoa, degli autentici scalmanati con cui ci si incontra anche in discoteca.
Un giorno addirittura hanno fatto un BBQ sulla spiaggia aperto a tutti.
Il team Italia? Sinceramente apparte poche persone preferiamo la simpatia e
la spontaneità degli altri team, infatti non ci è piaciuto il comportamento
poco rispettoso tenuto da tutti i nostri connazionali, che hanno deliberatamente snobbato sia la cerimonia di battesimo delle
canoe, vero momento toccante dei campionati rispecchia l'importanza che
le genti polinesiane hanno per la canoa, sia la cerimonia di
chiusura con tutte le premiazioni; il nostro gruppo ha partecipato a titolo
personale, come non ci sono piaciuti altri comportamenti poco edificanti e
poco sportivi che sicuramente non ci hanno fatto rendere simpatici, ma
lasciamo perdere questi tristi episodi, tra i quali la totale
improvvisazione che ha fatto dell'Italia una armata brancaleone.
LE GARE - Finalmente si scende in acqua, Uka fa parte dell'equipaggio
femminile OPEN - V 6, della quale è anche timoniere, e nonostante sia al 4
mese di gravidanza, riesce a dare un notevole contributo di esperienza,
purtroppo apparte la forte fiorentina Linda, le altre 4 non avevano quasi
mai partecipato ad una gara vera e propria, le batterie si concudono con il
sesto posto nei 500 metri col tempo di 3.18.93 (batteria vinta da New
Zealand con 2.36.18), ed una squalifica nei 1.500 con il penultino tempo,
mentre nei ripescaggi le cose non vanno meglio, infatti nei 500 metri si
aggiudicano l'ultimo posto con 2.43.57 mentre nei 1.5 00 metri si
classificano quinte; sinceramente meglio non si poteva fare; curioso l'episodio
che ha visto nella stessa batteria dei 500 metri il team di Rapa Nui contro
quello italiano, dove Uka ha fatto di tutto per arrivare prima delle sue
compatriote ma il migliore amalgama delle isolane ha avuto la meglio. Stessa
sorte è toccata ai 500 metri V12 femminile il
tempo di 3.11.59 è stato il peggiore mentre la vittoria della batteria è
andata al team New Zealand col tempo di 2.28.29.
In campo maschile non è che le cose siano andate meglio. Il primo equipaggio
che scende in acqua è il V12 (comprendente due atleti portatori di
handicap), sulla distanza dei 500 metri; il tempo di percorrenza è di
2.18.24, tempo che risulta essere il peggiore ma a soli 73 centesimi di
secondo dall'equipaggio del Canada che risulta penultimo, mentre la vittoria
della batteria è appannaggio del team New Zealand con 1.59.22. Sia Guido che
Alessandro fanno parte dell'equipaggio italiano in acqua. L'unico team con
atleti portatori di handicap è quello italiano.
Nella gara dei 1.500 metri V6 l'equipaggio "A" con Alex a bordo
(in quarta panca), e
l'equipaggio "B" con Guido a bordo (capo voga), partecipano nella stessa batteria, il
team "A" arriva 5° col tempo di 6.47.52, mentre il
team "B" arriva ultimo a
soli 6 centesimi di secondo dal team USA "Pacific Cost", il tempo del
team "Italia B" è di tutto riguardo in considerazione del fatto che tra i
sei atleti in gara vi erano due portatori di handicap ed un atleta che non
era mai salito su una polinesiana, ma a causa di una defezione di un altro
atleta, è stato costretto a gareggiare. L'equipaggio "A", in considerazione
del risultato ottenuto è riuscito a partecipare al ripescaggio per l'entrata
in semifinale, ma il 3° posto ottenuto in questa batteria col tempo di
7.03.29, alle spalle dei team di Tahiti e delle Isole Cook rispettivamente
con 6.48.45, e 7.02.00, non gli hanno consentito il superamento del turno.
I 500 metri V6 sono stati affrontati solo dal team "Italia A", che nella
batteria di qualificazione è arrivato 4° col tempo di 1.55.68, contro
1.46.87 dei vincitori (Tahiti). Il ripescaggio non è andato meglio dove si è
confermato il 4° posto con 1.58.55. Da rimarcare che nel ripescaggio la
squadra italiana è stata in testa per metà gara, e ha perso la
qualificazione alla semifinale per soli 20 centesimi di secondo (sarebbe
bastato arrivare terzi) a causa di una piccola "distrazione" del timoniere
azzurro (D. Scarpa).

Per la cronaca le gare più importanti, la V1 maschile open 500 metri e la V6
maschile open 500 metri sono state un dominio Tahitiano, la prima gara ha
visto tutto il podio con propri atleti (il tempo del vincitore 2.13.93),
mentre nella seconda l'ultimo gradino del podio è stato lasciato ai padroni
di casa del team Hawai'i. (il tempo dei vincitori 1.56.42).
Rispetto alla precedente edizione svoltasi nel 2002 nella meravigliosa isola
di Bora Bora, gli equipaggi italiani femminili si sono comportati
decisamente meglio mentre per i team
maschili si è verificata una disastrosa involuzione, infatti mentre in
Polinesia Francese tutti i team in quasi tutte le gare erano riusciti ad
entrare nelle semifinali, qui alle Hawai'i non siamo stati in grado di
superare i ripescaggi. A parziale giustificazione bisogna dire che gli
atleti non erano gli stessi, ed in questa edizione erano decisamente più
deboli. Un ultimo commento riguarda la "location" dove si sono svolte le
gare, che non aveva nulla di particolare, era una spiaggia di sabbia nera
con un mare non certo trasparente e
dove frequentemente vento e pioggia
hanno sensibilmente alterato le prestazioni degli atleti in gara, inoltre
l'organizzazione era veramente carente sia dal punto di vista organizzativo
che in quello della sicurezza, speriamo che la prossima edizione sia più
fortunata e meglio organizzata sia dal team Italia che dagli organizzatori.
La prossima edizione sarà in Nuova Zelanda dal 16 al 21 marzo 2006 e per la
prima volta sarà in un lago, ed esattamente in Lake Karapiro nei pressi
della città di Cambridge.
Una volta salutati gli amici nuovi e vecchi ci dedichiamo ad altri 2 giorni
di totale relax per visitare meglio l'isola, a questo punto salutata Boogie
ci imbarchiamo su un aereo della Hawaiian Airlines per ulteriori dieci
giorni di vacanza nell'isola di Oha'u.
L'isola è veramente piccola, e le luci di Honolulu ci riportano al traffico
delle città, per questo motivo decidiamo di noleggiare una jeep e girare
tutta l'isola facendo capo a Pearl Harbour, Sunset Beach, North Shore,
Lanikai, Pipeline, Waikiki, tutti posti incredibili dove riusciamo a surfare
su onde meravigliose con bodyboard, long board, kayak rodeo e surf kayak, le
giornate volano ed arriva il giorno della partenza con la promessa di
tornare quanto prima e di allenarci per poter meglio figurare in Nuova
Zelanda.
ALOHA

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